Adalberto Giazotto

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Adalberto Giazotto nel 2016

Adalberto Giazotto (Genova, 1º febbraio 1940Pisa, 16 novembre 2017) è stato un fisico italiano, pioniere della ricerca sulle onde gravitazionali e padre dell'esperimento VIRGO.

Figlio del celebre musicologo Remo Giazotto e di Margherita Rebora, Adalberto Giazotto nacque a Genova il 1º febbraio 1940. Durante il periodo bellico visse a Cogne, in Valle d'Aosta. Si trasferì poi a Milano dove frequentò il liceo scientifico. Fin da bambino mostrava un precoce interesse per la costruzione di apparecchi complessi come trasmettitori e radio. Dopo il liceo, nel 1959, si iscrisse a Fisica all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", laureandosi nel 1964 con una tesi teorica seguita da Rosario Liotta.[1]

Attività scientifica

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Dopo la laurea, Giazotto iniziò a lavorare nei Laboratori nazionali di Frascati con il gruppo di Edoardo Amaldi e Gherardo Stoppini a esperimenti di elettroproduzione e allo studio dei fattori di forma dei mesoni.[1] In conseguenza delle proteste del 1968 l'attività di ricerca a Frascati si blocca e Giazotto, insieme ad altri tre colleghi, si trasferì nel Regno Unito presso l'istituto di ricerca di Daresbury, dove rimane fino al 1973.[1] Con lo smantellamento del sincrotrone di Daresbury, Giazotto tornò in Italia per collaborare nel gruppo di Lorenzo Foà al CERN.[1]

La nascita di VIRGO

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Nel periodo dal 1981 al 1984, in seguito a un periodo di gravi problemi di salute, Giazotto maturò l'intenzione di dedicarsi a un progetto di ricerca più ambizioso, interessandosi agli esperimenti per la rivelazione delle onde gravitazionali attraverso l'interferometria laser, una strada alternativa a quella delle antenne a barra allora diffuse. Già dagli anni '70, Rainer Weiss al MIT e Kip Thorne al Caltech stavano lavorando nella stessa direzione, ponendo le basi dell'esperimento statunitense denominato LIGO.

L'idea originale di Giazotto consisteva nello sviluppare la sensibilità dei rilevatori interferometrici verso le basse frequenze. Il suo progetto ricevette l'incoraggiamento di Adriano Di Giacomo, fisico teorico dell'Università di Pisa, e proprio a Pisa si formò il nucleo del futuro gruppo VIRGO, di cui facevano parte anche Raffaele Del Fabbro, Angela Di Virgilio, Hans Kautzky, Vinicio Montelatici, Diego Passuello.[1]

Il gruppo si poneva il problema di come ridurre il rumore sismico trasmesso agli specchi dell’interferometro, la principale fonte di disturbo nella regione delle basse frequenze. All’inizio venne sperimentata una soppressione attiva delle vibrazioni. In seguito, tra il 1985 e il 1987, nel laboratorio di San Piero a Grado (Pisa), Giazotto e i suoi colleghi progettarono e costruirono dei superattenuatori, cioè delle sospensioni con filtri antisismici passivi che garantivano una riduzione di miliardi di miliardi di volte degli effetti delle vibrazioni del suolo.[2]

Dal 1987 Giazotto ebbe un ruolo di primo piano nel lanciare la collaborazione con i fisici francesi guidati da Philippe Tourrenc e Alain Brillet. Ai francesi fu affidata la parte ottica del progetto, mentre gli italiani si concentrarono sugli aspetti meccanici. Il progetto dell'interferometro VIRGO venne infine approvato nel 1993. Per i successivi dieci anni, fino al 2003, Giazotto fu Project Leader in alternanza con Alain Brillet.[1] Grazie ai superattenuatori, Virgo diventò il rivelatore esistente più sensibile nelle basse frequenze, in concorrenza con LIGO. Giunto alla convinzione che un singolo interferometro, per quanto sensibile, non poteva riuscire a rilevare da solo la possibile presenza di onde gravitazionali, fin dal 2001 Giazotto concepì l'idea di creare una rete che includesse Virgo e altri rilevatori, per lavorare insieme come una single machine.[3]

Dal 2003 al 2006 Giazotto ricoprì l'incarico di Spokesperson di Virgo, continuando comunque l'intensa attività di ricerca e promozione dell'esperimento. Nel 2007, come da lui auspicato, i progetti LIGO e VIRGO siglarono un accordo di collaborazione che prevedeva lo scambio e l'analisi congiunta dei dati e la pubblicazione congiunta dei risultati.[4] Morì all'ospedale Cisanello di Pisa il 16 novembre 2017 all'età di 77 anni.[5]

Riconoscimenti

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In seguito alla prima osservazione di onde gravitazionali, avvenuta nel 2015, Giazotto ricevette numerosi riconoscimenti dalla comunità scientifica.

La collezione di minerali

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Un campione di fluorite su quarzo proveniente dalle Asturias, Spagna, nella collezione Giazotto.

Adalberto Giazotto fu noto anche per la straordinaria collezione di minerali, rocce e cristalli provenienti da miniere e giacimenti di tutto il mondo ed esposta al Museo di storia naturale di Firenze dal 2008 al 2014.[11]

Appassionato di minerali fin dall'infanzia, Giazotto acquistò singoli pezzi o collezioni, come la collezione di Titta Ruffo (figlio del celebre cantante omonimo), acquistata in parte nel 1984 (la maggior parte è al Museo regionale di scienze naturali di Torino) e la collezione di Gerlando Bennardo, amico personale di Giazotto, acquistata nel 2001.[12]

Alcuni dei pezzi più significativi sono il campione di cuprite di Onganja, Namibia; la grande elbaite fascicolata di Paprok, Afghanistan; l’elbaite di Coronel Murta, Brasile; il cristallo di gesso di Niccioleta, Toscana; numerosi zolfi; le associazioni di celestite blu su zolfo arancione della Solfara La Grasta; gli incredibili cristalli di gesso su zolfo e aragoniti di Cianciana.[12]

  1. ^ a b c d e f Adalberto Giazotto (PDF), su static.sif.it. URL consultato il 14 novembre 2016.
  2. ^ Superattenuatori di Virgo 1, foto, su infn.it. URL consultato il 14 novembre 2016.
  3. ^ (EN) Harry Collins, Gravity's Shadow: The Search for Gravitational Waves, 2010, p. 694. URL consultato il 25 novembre 2016.
  4. ^ a b c Assegnate a Giazotto e Pizzella, pionieri nella ricerca sulle onde gravitazionali, le medaglie Matteucci e Amaldi 2016, su home.infn.it. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2016).
  5. ^ Onde gravitazionali: è morto il padre di Virgo, Adalberto Giazotto, su iltirreno.gelocal.it. URL consultato il 16 novembre 2017 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2018).
  6. ^ Il premio Fermi ad Adalberto Giazotto e Barry Barish, su asimmetrie.it. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2017).
  7. ^ A Giazotto e Pizzella la «Medaglia Amaldi», su media.inaf.it. URL consultato il 14 novembre 2016.
  8. ^ Medaglia Metteucci, su accademiaxl.it. URL consultato il 14 novembre 2016.
  9. ^ Ad Adalberto Giazotto il Tomassoni Prize, su home.infn.it. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2016).
  10. ^ Sapienza presents award to Adalberto Giazotto, su en.uniroma1.it. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2016).
  11. ^ La Specola, "Cristalli" in mostra, su unifi.it. URL consultato l'11 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2016).
  12. ^ a b Cristalli di Alberto Giazotto, su magowiz.wordpress.com. URL consultato il 14 novembre 2016.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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