Austin Murphy

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Austin Murphy

Membro della Camera dei Rappresentanti - Pennsylvania, distretto n.20
Durata mandato3 gennaio 1993 - 3 gennaio 1995
PredecessoreJoseph Gaydos
SuccessoreFrank Mascara

Membro della Camera dei Rappresentanti - Pennsylvania, distretto n.22
Durata mandato3 gennaio 1977 - 3 gennaio 1993
PredecessoreThomas Morgan
SuccessoreDistretto eliminato

Dati generali
Partito politicoDemocratico

Austin John Murphy (North Charleroi, 17 giugno 192713 aprile 2024[1]) è stato un politico statunitense, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della Pennsylvania dal 1977 al 1995.

Nato a North Charleroi, dopo il servizio militare Murphy si laureò in giurisprudenza all'Università di Pittsburgh e lavorò come avvocato.

Entrato in politica con il Partito Democratico, nel 1958 venne eletto all'interno della Camera dei rappresentanti della Pennsylvania, la camera bassa della legislatura statale. Vi rimase fino al 1971, quando ottenne un seggio nella camera alta dello stato, il Senato di stato della Pennsylvania.

Nel 1976 si candidò alla Camera dei Rappresentanti nazionale e riuscì a farsi rieleggere deputato. Negli anni successivi fu riconfermato per altri otto mandati, fin quando nel 1994 annunciò la propria intenzione di non ricandidarsi ulteriormente. Su questa decisione pesava lo scandalo in cui era finito da alcuni anni[2]: nel dicembre del 1987 era stato oggetto di una reprimenda ufficiale da parte del Congresso dopo essere stato accusato di frode elettorale e utilizzo improprio di fondi pubblici. Murphy fu coinvolto in un altro scandalo, di natura sessuale: negli anni novanta emerse infatti l'indiscrezione che il deputato manteneva in segreto una seconda famiglia, tanto che egli fu costretto ad ammettere di aver avuto un figlio da una relazione extraconiugale[3].

  1. ^ (EN) Austin Murphy, longtime congressman, regional political leader, dies at 96, su www.observer-reporter.com, 17 aprile 2024. URL consultato il 18 aprile 2024.
  2. ^ (EN) Austin murphy won't run again democrat beset by controversies leaving congress, Pittsburgh Post-Gazette.
  3. ^ (EN) Sex scandals that still rattle from the cloakroom, su politico.com, Politico. URL consultato il 16 giugno 2018.

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