Crocifissione per Vittoria Colonna

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Crocifissione per Vittoria Colonna
AutoreMichelangelo Buonarroti
Data1545 circa
Tecnicacarboncino su carta
Dimensioni37×27 cm
UbicazioneBritish Museum, Londra

La Crocifissione per Vittoria Colonna è un disegno a gessetto su carta (37x27 cm) attribuito a Michelangelo Buonarroti, databile al 1545 circa e conservato nel British Museum a Londra.

Michelangelo conobbe Vittoria Colonna verso il 1538, stringendo con lei una vivissima amicizia e introducendosi nei suoi circoli, in cui erano familiari i temi di riforma della Chiesa. Per lei realizzò, nel quinto decennio del XVI secolo, alcuni dipinti, oggi tutti perduti o comunque di attribuzione estremamente controversa, di cui però restano disegni preparatori e copie di allievi ed estimatori di Michelangelo.

Oltre a una Pietà, l'opera più nota per Vittoria Colonna è una Crocifissione, della quale resta un pregevole disegno a Londra, tuttavia non universalmente accettato come autografo, nonché uno schizzo dei dolenti al Louvre (matita 23x11 cm). Il dipinto dovette essere effettivamente realizzato e di dimensioni minute. Se ne ha forse traccia in un elenco di Bottari dei dipinti nella Galleria Medicea nel 1759-1760, anche se forse si trattava di una copia, altrettanto perduta, di Alessandro Allori.

Oggi ne esistono copie agli Uffizi (in deposito a casa Buonarroti), alle gallerie Doria-Pamphili (di Marcello Venusti) e Borghese di Roma, a Napoli e nella Concattedrale di Logroño, in Spagna (con qualche pentimento, cosa che ha fatto indugere che fosse l'originale), a Viterbo nel Museo del Colle del Duomo. Rispetto al disegno di Londra le copie mostrano anche i due dolenti (Maria e san Giovanni) e, nel caso di Viterbo i due ladroni.

La Crocifissione di Viterbo è stata recentemente oggetto di ulteriori indagini che hanno permesso di evidenziare importanti relazioni con una lettera di Vittoria Colonna (che risiedette a Viterbo per diversi anni) a Michelangelo[1].

Descrizione e stile

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Il tema della Crocifissione è qui risolto in una composizione fortemente emotiva, con il Cristo che sembra sollevarsi dalla croce con un movimento rotatorio e diretto verso l'alto, ottenuto con una parziale rotazione del busto e delle anche. La sua figura giovane e sensuale forse alludeva alle teorie riformiste cattoliche, che vedevano nel Sacrificio del sangue di Cristo l'unica via di salvezza individuale.

Ai lati si trovano due angeli dolenti.

  1. ^ La Crocifissione di Viterbo. Esiti delle indagini. – Archeoares, su archeoares.it. URL consultato il 14 gennaio 2016.
  • Ettore Camesasca, Michelangelo pittore, Rizzoli, Milano 1966.

Voci correlate

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