Discorso d'insediamento di John F. Kennedy

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Insediamento del Presidente Kennedy

Il discorso d'insediamento di John Fitzgerald Kennedy[1] fu pronunciato il 20 gennaio 1961 a Washington, subito dopo aver prestato giuramento come 35º presidente degli Stati Uniti.

Kennedy parlò del bisogno di tutti gli statunitensi di essere cittadini attivi, pronunciando la famosa frase: «Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese».[2][3]

Il sito American Rhetoric ha definito il discorso di Kennedy il secondo migliore di ogni tempo, dietro solo al celebre "I have a Dream" di Martin Luther King.[4]

Passaggi fondamentali

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Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di John Fitzgerald Kennedy § Inaugurazione.
(EN)

«[...] The world is very different now. For man holds in his mortal hands the power to abolish all forms of human poverty and all forms of human life. And yet the same revolutionary beliefs for which our forebears fought are still at issue around the globe the belief that the rights of man come not from the generosity of the state, but from the hand of God.


[...] Let every nation know, whether it wishes us well or ill, that we shall pay any price, bear any burden, meet any hardship, support any friend, oppose any foe, to assure the survival and the success of liberty. This much we pledge and more.


[...] To those people in the huts and villages of half the globe struggling to break the bonds of mass misery, we pledge our best efforts to help them help themselves, for whatever period is required -- not because the Communists may be doing it, not because we seek their votes, but because it is right. If a free society cannot help the many who are poor, it cannot save the few who are rich.


[...] to those nations who would make themselves our adversary, we offer not a pledge but a request: that both sides begin anew the quest for peace, before the dark powers of destruction unleashed by science engulf all humanity in planned or accidental self-destruction. We dare not tempt them with weakness. For only when our arms are sufficient beyond doubt can we be certain beyond doubt that they will never be employed. [...] Let us never negotiate out of fear, but let us never fear to negotiate.



[...] And, if a beachhead of cooperation may push back the jungle of suspicion, let both sides join in creating a new endeavor -- not a new balance of power, but a new world of law -- where the strong are just, and the weak secure, and the peace preserved. All this will not be finished in the first one hundred days. Nor will it be finished in the first one thousand days; nor in the life of this Administration; nor even perhaps in our lifetime on this planet. But let us begin. In your hands, my fellow citizens, more than mine, will rest the final success or failure of our course.


[...] In the long history of the world, only a few generations have been granted the role of defending freedom in its hour of maximum danger. I do not shrink from this responsibility -- I welcome it. I do not believe that any of us would exchange places with any other people or any other generation. The energy, the faith, the devotion which we bring to this endeavor will light our country and all who serve it. And the glow from that fire can truly light the world. And so, my fellow Americans, ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country. My fellow citizens of the world, ask not what America will do for you, but what together we can do for the freedom of man [...]. [5]»

(IT)

«[...] Il mondo è molto diverso ora. Perché l'uomo stringe nelle sue mortali mani il potere di abolire ogni forma di povertà umana e ogni forma di vita umana. E ancora perché le stesse convinzioni rivoluzionarie per le quali i nostri antenati hanno combattuto sono tuttora in discussione in tutto il mondo: la convinzione che i diritti dell'uomo non vengano dalla generosità dello Stato, ma dalla mano di Dio.


[...] Lasciate che ogni nazione sappia, sia che ci voglia bene o che ci voglia male, che noi pagheremo qualsiasi prezzo, sopporteremo qualsiasi peso, incontreremo qualsiasi difficoltà, sosterremo qualsiasi amico, ci opporremo a qualsiasi nemico, per assicurare la sopravvivenza e il successo della libertà. Questo ci impegna tanto e anche di più.

[...] Per quelle persone che nelle capanne e nei villaggi di mezzo mondo lottano per spezzare le catene di una miseria di massa, impegniamo i nostri migliori sforzi per aiutarli ad aiutare se stessi, in qualsiasi momento ce lo richiedano non perché i comunisti non lo possano fare, non perché cerchiamo favori da loro, ma perché è giusto. Se una società libera non può aiutare i molti che sono poveri, non può salvare i pochi che sono ricchi.

[...] per quelle nazioni che vorrebbero far di se stesse il nostro avversario, offriamo non una promessa, ma una richiesta: che entrambe le parti ricomincino a ricercare la pace, prima che gli oscuri poteri di distruzione scatenati dalla scienza fagocitino tutta l'umanità in una accidentale o pianificata auto-distruzione. Noi non osiamo tentarli con la debolezza. Perché soltanto quando le nostre braccia sono indubitabilmente sicure a sufficienza possiamo essere sicuri oltre ogni dubbio che non potranno mai essere impiegate.[...] Non dobbiamo mai negoziare per paura, ma non dobbiamo mai aver paura di negoziare.

[...] E, se un approdo di cooperazione può far indietreggiare la giungla del sospetto, che entrambe le parti si uniscano per la creazione di un nuovo sforzo - non per un nuovo equilibrio di potere, ma per un nuovo mondo di legge - dove il forte sia giusto, e il debole sicuro, e la pace preservata. Tutto ciò non sarà ultimato nei prossimi cento giorni. Né lo sarà nei prossimi mille giorni; né nella vita di questa Amministrazione; forse non lo sarà nemmeno nella nostra vita su questo pianeta. Ma cominciamo. Nelle vostre mani, miei concittadini, più che nelle mie, riposeranno il successo finale o il fallimento del nostro proposito.

[...] Nella lunga storia del mondo, solo a poche generazioni è stato concesso il ruolo di difendere la libertà nell'ora del massimo pericolo. Non mi sottraggo a questa responsabilità: le do il benvenuto. Non credo che nessuno di noi scambierebbe il suo posto con quello di qualsiasi altro popolo o di qualsiasi altra generazione. L'energia, la fede, la devozione che apportiamo a questo sforzo illumineranno il nostro paese e tutti coloro che lo servono. E il bagliore di quel fuoco può davvero illuminare il mondo. E così, miei concittadini americani, non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi; chiedete che cosa potete fare voi per il vostro paese. Miei concittadini del mondo, non chiedete che cosa l'America vuole fare per voi, ma che cosa insieme possiamo fare per la libertà dell'uomo [...].»

  1. ^ President Kennedy 1961 Inaugural Address Video su Youtube
  2. ^ Strategia di pace. I discorsi della Nuova Frontiera. John F. Kennedy. Mondadori. 1965. ASIN B00A30WRXU
  3. ^ La nuova frontiera. John Fitzgerald Kennedy. Scritti e discorsi (1958-1963). Donzelli Editore. 2009, pp. 160. ISBN 88-6036-383-7.
  4. ^ Top 100 Speeches of the 20th Century by Rank - American Rhetoric, su americanrhetoric.com. URL consultato l'11 agosto 2021.
  5. ^ American Rhetoric: John F. Kennedy -- Inaugural Address., su americanrhetoric.com. URL consultato il 31 maggio 2011.

Voci correlate

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Altri progetti

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