Electroclash

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Electroclash
Origini stilisticheMusica elettronica
House
New wave[1]
Electro
Synthpop[2]
Techno
Elettropop
Origini culturaliFine anni '90[2]
Strumenti tipicisintetizzatore, drum machine, vocoder, tastiera, chitarra

L'Electroclash, spesso chiamata anche synthcore, retro-electro, tech-pop, nouveau disco e new new wave[3] è un genere musicale che fonde l'electro, la new wave e il synth-pop degli anni '80 con la techno degli anni '90, lo stile retrò electropop e musica dance elettronica[4][5][6]. Il genere nacque alla fine degli anni '90 e secondo alcuni critici raggiunse il suo apice tra il 2002/03[7]. Tra I musicisti a cui l'electroclash è spesso associata ci sono I-F, DJ Hell, Miss Kittin e The Hacker e Fischerspooner[8][9].

Terminologia e caratteristiche

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DJ Hell nel 2002

Il termine electroclash indica un movimento musicale che combinava synthpop, techno, punk e performance art. Viene fatto ampio uso di drum machine e linee di sintetizzatori.[10] Nato come reazione alle rigide strutture della musica techno, l'electroclash pone l'accento sulla scrittura di canzoni, sulla spettacolarità e sul sense of humour[4], ed è stata descritta da The Guardian come uno dei "due sconvolgimenti più significativi nella recente storia della musica da ballo"[11]. Sotto il profilo estetico vi sono forti collegamenti con la scena artistica della seconda metà degli anni settanta (Vivienne Westwood, Andy Warhol, lo stile dei Kraftwerk, l'Avanguardia distopica della New York Downtown dei primi anni ottanta) e più in generale con la cultura del periodo a cavallo tra gli anni settanta e '80: gli artisti electroclash si vestono infatti con tagli di capelli asimmetrici, cravatte sottili e abiti borchiati.[12]. L'estetica visuale dell'electroclash è stata spesso associata al film cult del 1982 Liquid Sky[13][14]. DJ Hell è ampiamente accreditato come inventore del nome del genere[15][16][17], mentre il DJ e promotore Larry Tee in seguito ha reso popolare il termine negli Stati Uniti con l'Electroclash 2001 Festival di New York[6][18][19].

Il ruolo della International Deejay Gigolos

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Miss Kittin in una foto del 2006 al Liquid di Barcelona

Electroclash nacque alla fine degli anni '90. L'etichetta International DeeJay Gigolo Records, con sede a Monaco di Baviera, fondata da DJ Hell, è considerata spesso la "cellula germinale" e "la casa" del suono electroclash[20][21][22][23]. La Gigolo comprendeva molte delle prime canzoni electroclash, come ad esempio "I'm a Disco Dancer" di Christopher Just del 1997 o "Save the Planet, Kill Yourself" di Chris Korda, che originariamente era stato pubblicato già nel 1993[24][25]. Poi, nel 1998, la Gigolo pubblicò le canzoni "1982" e "Frank Sinatra" del duo francese Miss Kittin & The Hacker, che furono tra le prime hit di successo del nuovo genere[8][9][26]. E poi "Emerge" del duo newyorkese Fischerspooner[27], così come dal remake di "Sunglasses at Night" di Corey Hart rifatta dal duo canadese Tiga & Zyntherius, entrambi pubblicati su Gigolo nel 2001[28][29]. DJ Hell ha riunito gli artisti del nuovo genere attorno all'etichetta, agendo principalmente come loro mentore[29]. Ma anche le pubblicazioni di Hell come l'album "Munich Machine" del 1998 sono considerate rivoluzionarie per il genere Electroclash[30]. Nel documentario "Welcome to the club! 25 years of electronic dance music" della rete televisiva europea arte, Miss Kittin descrive l'origine delle prime canzoni del nuovo stile insieme a DJ Hell e lo descrive come l'inventore del genere Electroclash[17]. Dal momento che DJ Hell ha riunito gli artisti internazionali del nuovo genere alla Gigolo di Monaco e molti di loro hanno dato le loro prime esibizioni nei nightclub della città, Monaco è considerata la città in cui l'electroclash "è stato significativamente co-inventato, se non inventato"[21]. Presto il nuovo stile musicale si diffuse anche in altre città come Berlino, Londra e New York.

Fischerspooner in un concerto a NYC nel 2005

Il genere electroclash ebbe fra i suoi anticipatori i Dopplereffekt, I-F e gli Adult. che, durante gli anni novanta, facevano musica elettronica citando varie stilistiche del decennio precedente.[7] Il termine electroclash venne utilizzato per la prima volta nel 2001 dal pioniere del genere Larry Tee. Nato come movimento underground durante i primissimi anni duemila in diverse grandi città occidentali come Londra, Berlino e New York,[10] l'electroclash si diffuse nei club di tutto il mondo, spinto specialmente dalle serate degli artisti della Gigolo Records di Dj Hell.

Anche il brano di I-F "Space Invaders Are Smoking Grass", pubblicato nel 1998 su Disko B, con le sue "dinamiche strofa-ritornello vecchio stile all'elettronica gorgogliante in un omaggio con il vocoder agli hi-jink dell'era Atari" è considerato uno dei brani pionieristici del genere electroclash[4][31]. Altri tra i primi artisti di questo genere furono Chicks on Speed, Peaches, ADULT. e Toktok vs Soffy O con il loro successo del 2000 Missy Queen's Gonna Die[22][32][33].

Durante i loro primi anni, i Ladytron sono stati talvolta etichettati come electroclash, ma altri hanno affermato che non erano parte di questo filone[8], fin quando non fu la stessa band che rifiutò questa definizione[21][34]. Gli album di Goldfrapp Black Cherry (2003) e Supernature (2005) incorporavano influenze electroclash.

L'Electroclash negli States

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Negli Stati Uniti il genere ha attirato l'attenzione dei media, nell'ottobre 2001 con l'Electroclash Festival di New York quando per "dare una svolta locale con questa scena, presentarono un gruppo selezionato di artisti superstar e pionieri dall'Europa e dagli Stati Uniti."[8][18]. L'Electroclash Festival si è tenuto di nuovo nel 2002 con successivi tour dal vivo negli Stati Uniti e in Europa nel 2003 e nel 2004. Altri artisti degni di nota che si sono esibiti al festival e nei successivi tour includono Scissor Sisters, ADULT, Erol Alkan, Princess Superstar, Mignon, Mount Sims, Tiga e Spalding Rockwell.

  1. ^ David Madden, Crossdressing to Backbeats: The Status of the Electroclash Producer and the Politics of Electronic Music, su dj.dancecult.net, 2012. URL consultato il 3 gennaio 2015.
    «Electroclash combines the extended pulsing sections of techno, house and other dance musics with the trashier energy of rock and new wave.»
  2. ^ a b Ishkur, Ishkur's guide to Electronic Music, su techno.org, 2005. URL consultato il 3 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2012).
  3. ^ Susan Carpenter, New Songs, Old Beats, in Los Angeles Times, 28 luglio 2002. URL consultato il 9 giugno 2022.
  4. ^ a b c D. Lynskey, Out with the old, in with the older, in Guardian.co.uk, 22 marzo 2002 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2014).
  5. ^ The Electroclash Mix by Larry Tee, in Entertainment Weekly. URL consultato il 18 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2012).
  6. ^ a b Andy Kellman, Larry Tee Biography on Yahoo! Music, su music.yahoo.com, Yahoo! Music. URL consultato il 26 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2007).
  7. ^ a b Reynolds; pag. 222
  8. ^ a b c d Richard Moroder Juzwiak, Electroclash: In Limousines We Have Sex/In NYC We Have Clash - Article, in Stylus Magazine, 30 settembre 2002. URL consultato l'11 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2010).
  9. ^ a b Justin Gagne, Velle - Couture Soundtracks - Winter 2010, in Velle, 2011. URL consultato l'11 agosto 2016.
  10. ^ a b Reynolds; pag. 221
  11. ^ "The female techno takeover", The Guardian, May 24, 2008
  12. ^ Reynolds; pag. 222-3
  13. ^ "The Great Electroclash Swindle". Retrieved August 10, 2008.
  14. ^ "The Great Electroclash Swindle"
  15. ^ (DE) The gentleman of electronic music, su pure-fm.de, Pure FM, 11 giugno 2014. URL consultato l'11 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2015).
  16. ^ (DE) DJ Hell – Electronic Music Megastar, su fazemag.de, FAZEmag, 6 aprile 2012. URL consultato il 26 agosto 2016.
  17. ^ a b Filmato audio (FR) Pailhe, Dimitri (Director), Marx, Jean-Claude, Alary, Romain, Sève, Thibault, Bienvenue au club : 25 ans de musiques électroniques [Welcome to the club! 25 years of electronic dance music], France, Arte France, Bellota Films, 2014.
  18. ^ a b Electroclash 2001 Festival: Bringing Innovative Music to NYC [collegamento interrotto], su freewilliamsburg.com, FREEwilliamsburg, Issue 19, 2001, ottobre 2001. URL consultato il 26 agosto 2016.
  19. ^ Michael Paoletta, Nü-Electro Sound Emerges, in Billboard, vol. 30, n. 114, New York, Nielsen Business Media Inc., 27 luglio 2002, pp. 66–68, ISSN 0006-2510 (WC · ACNP).
  20. ^ Sources:
  21. ^ a b c (DE) Von Kraehahn and Christoph Dallach, Aufgewärmte Kälte – Das Revival findet doch statt: Ladytron macht aus Klängen der Achtziger Electroclash [Warmed up cold – The revival takes place after all: Ladytron turn the sounds of the eighties into electroclash], in Der Spiegel, 31 marzo 2003.
  22. ^ a b Josh Baines, A Bullshitter's Guide to Electroclash, in VICE, 10 febbraio 2016.
  23. ^ Dj Hell Interview: Power and Innovation, su skiddle.com, Skiddle, 20 ottobre 2015. URL consultato il 26 agosto 2016.
  24. ^ Joe Muggs, Save the Planet, Kill Yourself: remembering Electroclash, in FACT Magazine, 7 marzo 2014.
  25. ^ Chris Korda – Save The Planet, Kill Yourself, in Discogs, Zinc Media, Inc. URL consultato il 20 agosto 2016.
  26. ^ Miss Kittin And The Hacker* - Champagne! E.P., in Discogs, Zinc Media, Inc. URL consultato l'11 agosto 2016.
  27. ^ Fischerspooner – Emerge, in Discogs, Zinc Media, Inc. URL consultato il 29 dicembre 2020.
  28. ^ Tiga & Zyntherius – Sunglasses EP, in Discogs, Zinc Media, Inc. URL consultato il 29 dicembre 2020.
  29. ^ a b Justin Kleinfeld, Artist Spotlight:Tiga, in CMJ, vol. 74, n. 799, New York, The CMJ Network Inc., 3 febbraio 2003, pp. 20, ISSN 0890-0795 (WC · ACNP).
  30. ^ Tony Naylor, DJ Hell creates dance music heaven at last, in The Guardian, 2 marzo 2009. URL consultato il 29 dicembre 2020.
  31. ^ I-f – Fucking Consumer, in Discogs, Zinc Media, Inc. URL consultato il 29 dicembre 2020.
  32. ^ (DE) Sonja Eismann, The moment after: Toktok vs. Soffy O., su intro.de, Intro Magazine, 27 settembre 2002. URL consultato il 24 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2016).
  33. ^ J. Walker, Popmatters concert review: ELECTROCLASH 2002 Artists: Peaches, Chicks on Speed, W.I.T., and Tracy and the Plastics, in The Boston Globe, 5 ottobre 2002 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2011)..
  34. ^ 3/29 - Ladytron - 'Best Of: 00 - 10', in nettskinny.com. URL consultato il 18 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2013).
  • (EN) Simon Reynolds, Retromania, Minimum Fax, 2017.
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