Placca pacifica

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     Le placche terrestri; in giallo chiaro la placca pacifica.

La placca pacifica, o placca del Pacifico, è una delle dodici grandi zolle che costituiscono la crosta terrestre; comprende buona parte della zona di crosta oceanica al di sotto dell'oceano Pacifico. Con i suoi 103 milioni di chilometri quadrati, è la più grande placca tettonica della Terra.[1]

La placca iniziò ad esistere intorno a 190 milioni di anni fa, presso la tripla giunzione compresa fra la Placca Farallon, la Placca di Phoenix e la Placca Izanagi; l'enorme crescita della Placca pacifica portò alla riduzione delle tre placche, con pochi resti della Farallon lungo la costa occidentale del Nord America e un piccolo resto della Phoenix presso il Canale di Drake, mentre la placca Izanagi scomparve per subduzione sotto il continente asiatico.

La placca pacifica nella tripla giunzione, circa 190 milioni di anni fa

I suoi confini geologici sono:

I suoi confini, in particolare quelli settentrionali e occidentali, sono zone geologicamente molto instabili, e coincidono quasi integralmente con la cintura di fuoco del Pacifico, sede della gran parte dei movimenti tellurici che hanno sede sul pianeta Terra.

All'interno della placca pacifica ha sede uno dei più importanti punti caldi del pianeta, che ha dato origine all'arcipelago delle Hawaii.

La placca pacifica è incisa nella sua sezione orientale da numerose lunghe linee di frattura, tra le maggiori delle quali si ricordano le zone di frattura di Mendocino, Pioneer, di Murray, di Molokai, di Clipperton e, poco a sud dell'Equatore, la frattura delle Marchesi.

  1. ^ (EN) SFT and the Earth's Tectonic Plates, su ees1.lanl.gov. URL consultato il 24 giugno 2023 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2013).
  • Istituto Geografico De Agostini. Il nuovissimo atlante geografico. De Agostini, Novara, 1986.

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