Taketori monogatari

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Taketori monogatari
Titolo originale竹取物語
Altri titoliKaguya-hime no monogatari ("Storia della principessa Kaguya"), Storia di un tagliatore di bambù
Autoresconosciuto
1ª ed. originaleX secolo
Genereracconto
Sottogenerepopolare, fantastico, fiaba
Lingua originalegiapponese

Il Taketori monogatari (竹取物語? lett. "Il racconto di un tagliatore di bambù"), tradotto anche col titolo Storia di un tagliatore di bambù, è la trasposizione letteraria di un racconto popolare giapponese, ed è datato al X secolo, e considerato il più antico esempio di narrativa nel Paese (monogatari)[1], scritto in lingua giapponese tardoantica.

Dipinto del periodo Edo raffigurante l'anziano tagliatore di bambù, la moglie e Nayotake no Kaguya-hime.

Un anziano tagliatore di bambù (竹取翁?, Taketori no okina) trova una canna di bambù che risplende nella notte. Tagliandola trova al suo interno una bambina, grande come un pollice. L'uomo, che non ha figli, porta la bambina a casa dalla moglie e i due la crescono come fosse loro figlia, dandole il nome di Nayotake no Kaguya-hime (なよたけのかぐや姫? lett. "principessa splendente del flessuoso bambù"). Da questo momento in poi, ogni volta che l'uomo taglierà un bambù, vi troverà all'interno una piccola pepita d'oro e l'uomo capisce che questo fatto soprannaturale è merito di Kaguya-hime. Kaguya-hime cresce felice nella sua famiglia adottiva e diventa una bellissima donna, e la famiglia, arricchitasi grazie a tutto l'oro trovato dal tagliatore di bambù, cerca di tenerla al riparo da occhi indiscreti, considerando Kaguya-hime come un tesoro del cielo.

L'eccezionale bellezza della donna, tuttavia, viaggia di bocca in bocca e presto cinque principi si presentano alla loro porta, chiedendo alla "principessa splendente" di scegliere uno di loro. Kaguya-hime escogita per loro cinque prove impossibili: il primo dovrà portarle in dono la sacra ciotola del Buddha, il secondo un ramo del leggendario albero dal tronco d'oro e foglie d'argento, il terzo la pelle di un topo di fuoco dalla Cina, il quarto il gioiello dai molti colori posto sul capo di un drago, e infine il quinto la preziosa conchiglia nascosta nella pancia di una rondine. Comprendendo l'impossibilità delle richieste, il primo torna con una preziosa ciotola comprata da un tempio, ma la principessa nota che non emana luce santa. Il secondo, dopo aver cercato l'albero, si arrende e lo fa forgiare da abili gioiellieri, ma oltre al dubbio della principessa è tradito dai gioiellieri, che ancora aspettano di essere pagati. Il terzo compra il tesoro da un cinese, ma quando porta la pelle alla principessa a questa basta gettarla nel fuoco per capire che non è autentica. Il quarto si arrende dopo aver rischiato la vita nella ricerca del drago. Il quinto perde la vita nel tentativo di afferrare la rondine.

Avendo sentito parlare della straordinaria bellezza della fanciulla, lo stesso imperatore del Giappone va a visitarla e se ne innamora. Tuttavia, Kaguya-hime rifiuta anche le sue proposte e rifiuta di recarsi a palazzo con lui.

Sopraggiunta l'estate, la principessa sospira spesso alla luna e infine confessa di provenire da lì, di essere una donna della Luna. Inoltre, dice che, a metà della stagione, aspetta la visita dei suoi concittadini (gli esseri celestiali) di Tsuki no Miyako (月の都? lett. "Capitale della luna"), che l'avrebbero ricondotta, con sua grande gioia, a casa dopo esserne stata lontana così tanti anni. Si capisce così perché Kaguya-hime non poteva accettare neppure le proposte dell'imperatore: ella non era una terrestre, bensì un essere di un altro mondo, il regno della Luna.

Il giorno designato, l'imperatore innamorato invia molti soldati a impedirlo, ma questi sono tutti accecati dalla luce emanata dagli esseri celestiali. Kaguya-hime, prima di tornare sulla Luna, lascia una lunga lettera di scuse, la sua veste fatta di fili d'oro per i vecchi padre e madre adottivi e una goccia di elisir della vita (che dona l'immortalità a chi lo beve) per l'imperatore.

La principessa splendente indossa poi una sua stupenda veste fatta di piume magiche, che le permette di volare e le fa anche dimenticare il tempo trascorso sulla Terra, così torna senza alcun rammarico a casa sua, sulla Luna.

Subito dopo la partenza di Kaguya-hime, i genitori si ammalano, mentre l'imperatore, ricevuti i lasciti della principessa, si reca sulla montagna più alta del suo impero per bruciare lettera e elisir della vita. Secondo la storia, il nome della montagna, Fuji, deriva dalla parola "immortalità" (不死?, fushi, ma può anche essere letto fuji), mentre i kanji, che si leggono "montagna ricca di guerrieri" (富士山?, Fuji-san), si riferiscono all'esercito dell'imperatore, che scala la montagna accompagnando l'imperatore. Inoltre, il fumo che sale dalla cima del monte, all'epoca più vulcanicamente attivo di oggi, deriva dall'elisir che brucia ancora oggi.

Connessione con altre fiabe

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Il Taketori monogatari ha un equivalente incredibilmente simile nella tradizione tibetana, sebbene la parte finale, che spiega l'origine del nome del monte Fuji, non abbia paralleli. Alcuni ricercatori sostengono che la fiaba tibetana derivi da quella giapponese, che ha attraversato la Cina. Infatti, la storia tibetana è documentata per iscritto solo a partire dagli anni cinquanta e non vi sono tracce della storia in Cina. Questo ha indotto i ricercatori a ritenere che la storia si sia originata in Giappone e da lì sia stata introdotta in Tibet da esploratori giapponesi.

Opere derivate

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Cinema dal vivo

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Locandina del film del 1935

Manga e anime

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  • Al pari di molte altre leggende folkloristiche giapponesi, la storia di Kaguya è citata nella trama del videogame Ōkami.
  • In Persona 4 Golden, una volta che il giocatore ha raggiunto il livello massimo del link sociale di Marie, Eone, quest'ultimo sarà in grado di evocare Kaguya, la visitatrice notturna al chiaro di luna. In giochi futuri. Kaguya sarà diventata la Persona di Marie.
  • Il personaggio Kaguya Houraisan che compare nell'ottavo capitolo della serie di videogiochi Touhou Project: Touhou 8 - Imperishable Night (Final Boss Stage-6:finale B) è una palese rappresentazione videoludica del personaggio folkloristico. Nell'illustrazione ufficiale che la rappresenta compaiono infatti i 5 oggetti riguardanti le 5 richieste impossibili.
  • Il Pokémon di settima generazione Celesteela è ispirato alla principessa Kaguya, da cui (oltre alle sembianze femminili e al vestito) derivano anche le grandi braccia che sembrano canne di bambù.
  • Nel 2007, l'Agenzia Spaziale Giapponese ha rinominato Kaguya il Selenological and Engineering Explorer.
  • Questa storia viene menzionata da Dalian nel 5º episodio della serie di light novel Dantalian no shoka, a proposito di una donna che analogamente ha richiesto a cinque uomini di eseguire i suoi desideri (Portarle cinque particolari Libri magici).
  • Nel suo romanzo d'esordio, "Tsuki e Deshu. La vera storia" (finalista al concorso Ilmioesordio Narrativa 2015), Antonella Colcer, immagina la verità dietro la leggenda, e prova inoltre, attraverso la sua personale interpretazione, a trovare risposta alle cinque prove apparentemente impossibili escogitate dalla principessa e lasciate irrisolte per più di dieci secoli.
  • Nel gioco di carte collezionabili giapponese Force of Will il personaggio di Kaguya ha un ruolo centrale nella storia, apparendo come sovrano nelle espansioni Fiaba della luna scarlatta, Il ritorno della sacerdotessa della luna e La salvatrice della luce lunare e come risonatore nell'espansione Le ere millenarie. Nel gioco compaiono inoltre molte carte collegate alla luna od altri elementi della leggenda (Fiaba della luna scarlatta ad esempio contiene i cinque oggetti delle prove).
  1. ^ (EN) Windows on Asia, su Michigan State University (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2005).
  2. ^ (JA) 円谷英二撮影の幻の映画「かぐや姫」イギリスから帰還 フィルムが渡った理由、発掘の経緯は?, 9 luglio 2021.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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