Grammy Awards 2011

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

La 53ª edizione dei Grammy Awards si è svolta il 13 febbraio 2011 allo Staples Center di Los Angeles.[1][2][3]

Lo show è stato trasmesso sul canale statunitense CBS, ed è stato presentato da più artisti contemporaneamente. Le candidature sono state annunciate il 1º dicembre 2010, e sono stati assegnati 109 premi.

Gli artisti più premiati di questa edizione sono stati i Lady Antebellum con cinque statuette su sei candidature. Eminem, nonostante sia risultato l'artista col maggior numero di candidature (dieci), è riuscito a vincerne solo due.

Vincitori e candidati

[modifica | modifica wikitesto]

Categorie principali

[modifica | modifica wikitesto]

Registrazione dell'anno

[modifica | modifica wikitesto]

Canzone dell'anno

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior artista esordiente

[modifica | modifica wikitesto]

Album dell'anno

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior album di musica alternativa

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior album pop vocale

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione vocale pop femminile

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione vocale pop maschile

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione vocale pop di gruppo

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior collaborazione vocale pop

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior album rap

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior canzone rap

[modifica | modifica wikitesto]

Migliore collaborazione con un artista rap

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione rap solista

[modifica | modifica wikitesto]

Dance/elettronica

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior album dance/elettronico

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior registrazione dance

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior album new age

[modifica | modifica wikitesto]
  • Miho: Journey to the Mountain - Paul Winter Consort
  • Ocean - Michael Brant DeMaria
  • Sacred Journey of Ku-Kai, Volume 4 - Kitarō
  • Dancing Into Silence - R. Carlos Nakai, William Eaton e Will Clipman
  • Instrumental Oasis, Vol 4 - Zamora

Miglior album reggae

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior canzone R&B

[modifica | modifica wikitesto]
  • Shine, scritta da John Legend, eseguita da John Legend & The Roots
  • Bittersweet, scritta da Charles Harmon & Claude Kelly, eseguita da Fantasia
  • Finding My Way Back, scritta da Ivan "Orthodox" Barias, Curt Chambers, Carvin "Ransum" Haggins, Jaheim e Miquel Jontel, eseguita da Jaheim
  • Second Chance, scritta da Eldra DeBarge e Mischke, eseguita da El DeBarge
  • Why Would You Stay, scritta ed eseguita da Kem

Miglior album R&B

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior album rock

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior canzone rock

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione vocale rock solista

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione rock di un duo o un gruppo

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione hard rock

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior interpretazione metal

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior album Rock o Rap Gospel

[modifica | modifica wikitesto]

Produttore dell'anno, non classico

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior composizione remixata, non classica

[modifica | modifica wikitesto]
  • "Revolver (David Guetta's One Love Club Remix)" - David Guetta ed Afrojack
  • "Fantasy (Morgan Page Remix)" - Morgan Page
  • "Funk Nasty (Wolfgang Gartner Remix Edit)" - Wolfgang Gartner
  • "Orpheus (Quiet Carnival) (Funk Generation Mix)" - Mike Rizzo
  • "Sweet Disposition (Axwell and Dirty South Remix)" - Axel Hedfors e Dragan Roganovic

Videoclip/Film

[modifica | modifica wikitesto]

Miglior videoclip

[modifica | modifica wikitesto]
  1. ^ 53rd Annual Grammy Awards nominees list, in Los Angeles Times, Tribune Company. URL consultato il 2 dicembre 2010.
  2. ^ (EN) 2010 GRAMMY WINNERS - 53rd Annual GRAMMY Awards, su GRAMMY. URL consultato l'8 luglio 2023.
  3. ^ (EN) Grammy Award 2011, su grammy.com. URL consultato il 14 febbraio 2011.

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]